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La certificazione UNI/PdR 125 consente alle organizzazioni di dimostrare l’adozione di un sistema di gestione orientato alla parità di genere, basato su politiche, responsabilità, indicatori, processi HR, monitoraggio e miglioramento continuo.
La prassi definisce requisiti e KPI per valutare il livello di maturità dell’organizzazione rispetto alla parità di genere, con attenzione a cultura, governance, processi di gestione delle persone, opportunità di crescita, equità remunerativa, genitorialità e inclusione.
La certificazione può essere collegata a misure premiali, tra cui esonero contributivo, premialità in bandi e maggiore spendibilità nei rapporti con clienti, filiere e pubbliche amministrazioni, secondo le condizioni previste dalla normativa applicabile.
Il valore della certificazione non è soltanto nel riconoscimento formale, ma nella capacità di rendere più verificabili politiche, dati, processi, responsabilità, evidenze e azioni adottate dall’organizzazione.
La UNI/PdR 125 è applicabile a organizzazioni di diverse dimensioni e settori, secondo criteri di proporzionalità rispetto alla struttura e alla complessità organizzativa. È particolarmente rilevante per aziende che vogliono:
Il percorso di certificazione prevede una valutazione del sistema di gestione per la parità di genere rispetto ai requisiti della UNI/PdR 125, agli indicatori applicabili, alla dimensione dell’organizzazione e alle evidenze disponibili.
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La UNI/PdR 125:2022 è la prassi di riferimento che definisce linee guida per un sistema di gestione per la parità di genere, basato sull’adozione di specifici indicatori prestazionali relativi alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni.
La prassi è stata pubblicata il 16 marzo 2022 e si inserisce nel quadro delle politiche nazionali orientate alla riduzione del divario di genere e alla promozione di una maggiore inclusione nei contesti di lavoro.
L’obiettivo non è limitarsi a dichiarare attenzione alla parità di genere, ma rendere misurabili e verificabili le politiche, i processi, le responsabilità e i risultati collegati alla gestione del tema all’interno dell’organizzazione.
La UNI/PdR 125 prevede un sistema di indicatori articolato in aree di valutazione che consentono di misurare il livello di maturità dell’organizzazione rispetto alla parità di genere.
Le principali aree riguardano:
La certificazione UNI/PdR 125 può essere collegata a misure premiali rilevanti per le organizzazioni certificate. Tra queste rientra l’esonero contributivo per i datori di lavoro privati, previsto in misura non superiore all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascun beneficiario.
Oltre all’esonero contributivo, la certificazione può essere valorizzata anche nell’ambito di bandi, gare, procedure di qualifica e meccanismi premiali previsti dalla normativa applicabile.
Per molte organizzazioni, questo rappresenta un driver concreto: la certificazione non è solo uno strumento di posizionamento reputazionale, ma può incidere anche sulla competitività, sull’accesso a opportunità pubbliche e sulla valorizzazione degli investimenti già sostenuti in ambito HR, governance e inclusione.
L’accesso effettivo ai benefici deve essere valutato in base alla normativa vigente, alle finestre temporali, alle istruzioni operative degli enti competenti e alla situazione specifica dell’organizzazione.
La UNI/PdR 125 si collega in modo naturale ai temi della conciliazione vita-lavoro, della genitorialità e del benessere organizzativo. In questo ambito, la UNI/PdR 192:2026 introduce un ulteriore riferimento dedicato alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Le due prassi non devono essere confuse. La UNI/PdR 125 riguarda il sistema di gestione per la parità di genere, mentre la UNI/PdR 192 approfondisce il tema delle politiche family friendly, della cura, della genitorialità e della conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Per le organizzazioni già impegnate sulla UNI/PdR 125, la UNI/PdR 192 può rappresentare un tema da monitorare per rafforzare la capacità di rendere misurabili e verificabili le politiche di conciliazione.
Accanto alla UNI/PdR 125, la ISO 30415 può rappresentare un riferimento utile per le organizzazioni che intendono sviluppare un approccio più ampio alla diversità e inclusione.
La UNI/PdR 125 mantiene però un focus specifico sulla parità di genere e sui KPI previsti dalla prassi, mentre ISO 30415 riguarda il tema diversity & inclusion in una prospettiva più ampia.
La UNI/PdR 125 sposta il tema della parità di genere su un piano sistemico. Il tema non è soltanto adottare una policy o comunicare attenzione all’inclusione, ma verificare se l’organizzazione è realmente in grado di misurare, monitorare e migliorare i propri processi.
In questa prospettiva diventano centrali le evidenze: KPI, dati HR, processi di selezione e crescita, criteri retributivi, politiche di genitorialità, misure di conciliazione, governance, segnalazioni, audit interni, riesame e azioni di miglioramento.
La certificazione consente quindi di rendere più verificabile la capacità dell’organizzazione di presidiare la parità di genere in modo coerente con processi, responsabilità, dati e risultati osservabili.
È la certificazione del sistema di gestione per la parità di genere di un’organizzazione rispetto ai requisiti e agli indicatori previsti dalla UNI/PdR 125.
La prassi è applicabile a organizzazioni di diverse dimensioni e settori, secondo criteri di proporzionalità rispetto alla struttura e alla complessità organizzativa.
Sì. La UNI/PdR 125 prevede indicatori prestazionali relativi a specifiche aree di valutazione, tra cui cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita, equità remunerativa e genitorialità.
La certificazione può consentire l’accesso all’esonero contributivo previsto dalla normativa, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui, secondo condizioni, finestre temporali e istruzioni operative applicabili.
Sì. La certificazione può essere valorizzata nell’ambito di bandi, gare, procedure di qualifica e meccanismi premiali previsti dalla normativa applicabile.
La certificazione ha normalmente durata triennale, con audit di sorveglianza periodici e rinnovo alla scadenza del ciclo.
La UNI/PdR 125 riguarda il sistema di gestione per la parità di genere. La UNI/PdR 192 approfondisce invece la conciliazione tra vita familiare e lavoro, con focus su politiche family friendly, genitorialità, caregiver e carichi di cura.
SQS valuta la conformità del sistema di gestione rispetto ai requisiti della prassi, verificando KPI, processi HR, governance, responsabilità, evidenze, azioni di miglioramento e risultati osservabili.
Gli audit SQS sono condotti nel rispetto dei principi di imparzialità, indipendenza e competenza, con l’obiettivo di valutare la conformità del sistema di gestione per la parità di genere e fornire un riscontro chiaro sulla sua capacità di presidiare KPI, processi HR, responsabilità, evidenze e miglioramento continuo.
L’approccio SQS valorizza una lettura concreta del sistema: non solo documentazione, ma coerenza tra politiche dichiarate, dati disponibili, indicatori, processi HR, responsabilità, azioni pianificate e risultati osservabili.